Abruzzo: il voto negato ai 5 Stelle

Abruzzo: il voto negato ai 5 Stelle

Marco Marsilio è il nuovo governatore dell’Abruzzo. Il M5S, con Sara Marcozzi, si è fermato a un fragoroso 19.73, che rispetto al 40% delle politiche lascia interdetti. Fra i partiti vola la Lega, prima col 27.53.

Che significa tutto questo?

Per quanto riguarda il campo del centro destra c’è poco da dire. La formula vecchia maniera (Lega+Forza Italia+Fratelli d’Italia), che a livello locale non è mai venuta meno, continua a vincere e a strappare al centrosinistra città, province e regioni. Al momento Salvini si dice saldamente ancorato all’alleanza di governo, ma è proprio il contrasto fra il successo della Lega, il fragoroso flop dei grillini, che potrebbe portare il leader leghista a cedere alle lusinghe del Cavaliere, che non hai mai smesso di fare appelli per un reunion del centro destra anche a livello nazionale. Oltretutto la parte del leone questa volta toccherebbe alla Lega, che a livello nazionale risulta avere almeno tre volte i voti di FI.

Il centrosinistra prova a emanciparsi dalle polemiche interne, e così facendo riprende fiato e arriva secondo, totalizzando un 30,8% che se da un lato lo pone lontanissimo dall’essere al momento un’alternativa, dall’altro ne certifica la presenza e la voglia di reagire. Pesa il dato del PD all’11.5%, ma si deve tenere conto della condizione di partenza, caratterizzata da lacerazione interna e disaffezione diffusa. Quindi, dalle parti del Nazareno, fuoriluogo festeggiare ma legittimo e doveroso tirare un bel sospiro di sollievo.

Male invece, molto male per il M5S. Pesano la confusione, l’approssimazione, l’ignoranza, i dietrofront su tutto, nonché il dilettantismo che caratterizza ogni loro mossa. Ma anche il no alle grandi opere e l’antiscienza militante.

Da portavoce dei cittadini a robotici esecutori di una società privata. Da castigatori della casta a suoi rappresentanti per antonomasia. Da manettari scalpitanti a cani da guardia del potere. Da sedicenti liberi pensatori a zelanti oscurantisti. Da avanguardisti a regressisti. Il tutto condito da una dose quotidiana di violenza verbale, sessismo, bullismo mediatico.

Da mesi ormai, Salvini, il loro gemello politico e culturale, li ha messi al guinzaglio. Ora li sta fagocitando. Il centrosinistra si dovrebbe dare una mossa, che il leader leghista non è mai sazio.

 Red

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