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Africa: l’istruzione come cura

Analfabetismo. Una condizione che preclude ogni via d’uscita dalla povertà. Quali sono le possibili soluzioni?

In Africa Subsahariana sono presenti oltre 32 milioni di bambini totalmente analfabeti.  Questo è dovuto non solo alla carenza di scuole e ai costi per l’istruzione proibitivi, ma anche alla pratica del lavoro minorile e dei matrimoni precoci e alla piaga dell’AIDS.

Dunque, carenza di strutture da un lato ed estrema povertà dall’altro impediscono alle nuove generazioni di accedere all’istruzione di base. Una condizione che, come in un circolo vizioso, predispone a un futuro di povertà, degrado, emarginazione. Senza nessuna istruzione sarà infatti impossibile formare manodopera specializzata. A sua volta questo renderà molto meno efficace gli aiuti economici dell’estero destinati a costruire un’economia locale che punti all’emancipazione.

Ma non è solo il mondo del lavoro a soffrire della mancanza d’istruzione. Anche le condizioni igenico-sanitarie, già gravi, in cui versano le popolazioni subsahariane, vengono ulteriormente aggravate dalla non conoscenza dei più basilari accorgimenti e delle opportunità che la medicina offre grazie all’intervento in loco delle ONG e delle realtà intergovernative come l’ONU.

Pensiamo soprattutto alle donne, ossia la componente della popolazione nella quale si registra la percentuale più alta di abbandono degli studi. In Africa centrale e Australe si parla di una media del 38%. Cifra che sale al 59% in Etiopia e al 97% in Nigeria. Non è certo un caso che “la tratta delle Nigeriane” rappresenti nel continente il caso più eclatante di sfruttamento della prostituzione.

Mentre una bambina più istruita sarà un giorno una donna che avrà più possibilità di accedere al mondo del lavoro. Questo le consentirà di avere maggiore indipendenza dai membri di sesso maschile della propria comunità. Di conseguenza diventerà una madre in grado di gestire in modo più sano e consapevole la gravidanza e di nutrire meglio i propri figli.

Insomma, per aiutare lo sviluppo delle popolazioni subsahariane è necessaria una strategia integrata che metta in primo piano il tema dell’istruzione.

Un esempio pratico viene dall’African School Project, un progetto della società Archstorming, per la costruzione di una scuola a Benga, in Malawi. La società, fondata nel 2017, indice dai tre ai cinque concorsi di architettura all’anno per la realizzazione di costruzioni in zone sottosviluppate, unendo creatività, tecnologie semplici ma innovative, utilizzo di materiali locali e impiego di energie pulite. I progetti vincitori saranno poi realizzati. Il progetto prevede la realizzazione di quattro aule, di un ufficio per gli insegnanti, una sala computer, una biblioteca, di laboratorio di ricerca, un’area per gli animali, uno spazio polifunzionale, una latrina a secco, ufficio della direzione e della segreteria, una sala riunioni,  un ripostiglio, un dormitori per gli studenti e dodici moduli abitativi per gli insegnanti.

Questo approccio rappresenta una sfida per i professionisti e una grande opportunità per le popolazioni locali.

Red

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