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Food in the nude, la nuova frontiera

Si chiama Food in the nude (cibo al nudo) la nuova frontiera del consumo alimentare. Ma a dispetto della futuristica terminologia inglese, si tratta di un ritorno al passato, un ritorno virtuoso.

Nel mondo, diversi colossi della grande distribuzione hanno attuato un’inversione di tendenza riducendo l’utilizzo di imballaggi e incrementando la quantità di prodotti freschi disponibili sugli scaffali.

L’idea è nata dalla catena di supermercati neozelandese New World, che ha lanciato l’etichetta food in the nude, registrando in poco tempo un incremento di vendite del 300%.

Secondo Nigel Bond, proprietario di un supermercato a Bishopdale e pioniere dell’iniziativa, l’incremento delle vendite è legato all’alta valenza esperienziale della visione dei prodotti “nudi” anziché intrappolati nella plastica. “Mi ricordava quando ero un ragazzino e andavo dal fruttivendolo con mio padre. Si sentiva l’odore degli agrumi freschi e delle cipolline. Avvolgere i prodotti nella plastica priva le persone di questa esperienza”.

Sulla scia della neozelandese New World, si è mosso anche il colosso statunitense WalMart. In questo caso l’utilizzo di imballaggi sugli scaffali è stato del tutto eliminato. Vengono utilizzati solo materiali riciclati e i cibi vengono avvolti nella carta su richiesta del cliente.

Per garantire la sicurezza alimentare è stato ideato un nuovo sistema di scaffalature refrigerate e un processo noto come “appannamento”, volto a mantenere freschi i prodotti. Inoltre è stato installato un sistema di osmosi inversa che tratta l’acqua rimuovendo il 99% di tutti i batteri e il cloro.

Questo nuovo approccio ha trovato terreno fertile anche grazie a una sensibilità nel consumatore impensabile nel recente passato; merito delle campagne di sensibilizzazione e di promozione del consumo intelligente.

Stiamo parlando non solo di una strada virtuosa del consumo alimentare, ma anche e soprattutto di una via obbligata. Ogni anno nel mondo sono prodotti 300 milioni di tonnellate di plastica. Di questa, solo il 9% viene effettivamente riciclato. Il primo passo per uno sviluppo sostenibile è non produrre quello non che non serve. Il Food in the nude è certamente un primo passo.

Red

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