Il fascino indiscreto della dittatura

Il fascino indiscreto della dittatura

L’agonia della dittatura di Maduro e l’autoproclamazione a Presidente del leader dell’opposizione Guaidò mettono in luce la vera natura di tutti gli alfieri dell’internazionale sovranista.

In Italia e nel mondo, quella sinistra mai emancipatasi dall’ideologia, nemmeno in queste ore riesce ad ammettere che Maduro è un dittatore che sta calpestando i diritti costituzionali del suo popolo, massacrando gli oppositori, affamando la popolazione, privandola di tutti i beni di prima necessità, medicine incluse.

Nel nostro paese, dalla CGIL al microcosmo della sinistra settaria, non sono mancati segnali di sostegno, nemmeno troppo velati, al dittatore venezuelano. La CGIL del nuovo segretario Landini, data la reazione sdegnata di chi ancora non ha perso il senno, si è vista costretta a sostenere di aver sbagliato a scrivere il tweet in cui sostanzialmente difendeva Maduro, la cui repressione delle proteste di piazza anche ieri ha fatto altri 16 morti.

Si tratta della stessa sinistra euroscettica o addirittura antieuropeista, che ha dichiarato guerra al merito e al riformismo ma che, come vediamo in queste ore, si dice come minimo possibilista con la dittatura, basta che questa sia munita della giusta bandierina.

Una bella compagnia quella a sostegno del dittatore! Oltre a Russia e Cina si sono schierati con Maduro anche Turchia, Cuba e Iran.

Nel nostro paese il dittatore può contare, come sempre, anche sull’atteggiamento del M5S, che per bocca del deputato Cabras ci spiega che in Venezuela non c’è emergenza e che Maduro è legittimato dal voto popolare. Nel mondo grillino si guarda da sempre al Venezuela come un modello politico ed economico da riproporre in Italia. Nessuno può dire che non ci stiano provando. Ma è più in generale dal governo che arriva un imbarazzante silenzio.

Contro Maduro si è schierata l’Europa e quasi tutta l’America latina, ma anche e soprattutto USA e Canada. Tutti stanno riconoscendo la legittimità della scelta di Guaidò di autoproclamarsi Presidente ad interim del Venezuela.

E con Trump si chiude la passerella sovranista. Le ragioni della sua contrapposizione sono ovvie. Il problema è la sua mancanza di credibilità. Realpolitik vuole che gli USA guardino al petrolio venezuelano e alla stabilizzazione dell’area, alla necessità di ribadire al mondo il primato statunitense nella reggenza dell’ordine mondiale. Fin qui, nulla di nuovo nell’approccio occidentale. Il punto è che Trump è mosso da motivi interni piuttosto che dal senso di responsabilità in quanto guida della maggiore potenza occidentale. E oggi siamo in pieno disordine mondiale, altrochè! L’inquilino della Casa Bianca è infatti il primo a delegittimare il ruolo dell’Occidente nel mondo. Lo fa con la sua politica protezionista, con il suo disimpegno militare in medio oriente, con il suo ambiguo rapporto con Putin.

In questo modo è Trump stesso a fornire a Maduro e relativa tifoseria l’alibi perfetto: tacciare di indebita ingerenza la doverosa difesa della democrazia da parte dell’Occidente.

I sovranisti di tutto il mondo, uniti o meno, ringraziano.

 

Mauro Pasquini

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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