Le gole dell’Alcantara : tra storia e natura

Le gole dell’Alcantara : tra storia e natura

Un’isola, la più grande del Mediterraneo, la Sicilia. Un percorso tra storia e natura selvaggia. Uno scrigno in cui addentrarso  percorrendo quasi due chilometri si attraversa la storia dell’isola, la conquista araba, la civiltà normanna, la natura più selvaggia. Un luogo conosciuto da pochi appassionati che meriterebbe di essere visitato e scoperto da molti. Una passeggiata tra natura e storia, per scoprire i luoghi più belli del Parco Fluviale dell’Alcantara.

Le Gole si trovano sul versante nord-orientale dell’Etna, il vulcano attivo più alto della placca euroasiatica. Vi ritrovate così sulle sponde di un fiume che scorre all’interno di un canyon che si è formato circa 30.0000 anni fa dal raffreddamento di colate laviche fermate dall’acqua ghiacciata del fiume.

Lungo il sentiero, dopo aver attraversato zone coltivate, si arriva sotto un imponente esemplare di quercia. Ancora qualche metro ed ecco una passerella che attraversa il fiume Alcantara. Da qui potete ammirare le Gurne: sedici piccoli laghi di forma rotonda, uno sotto l’altro, scavati dal fiume nella pietra lavica e circondati da oleandri e salici…e con un po’ di fortuna vedrete anche il raro Airone cenerino che si alza in volo!

Verso la fine del sentiero incontrate i resti del Mulino Ciappa che nel 1896 forniva l’energia elettrica per illuminare Francavilla e Castiglione di Sicilia. Da qui prendete il sentiero che sale lungo il fianco del monte e trovate i ruderi del Castello di Francavilla. Edificato dai Normanni, ha una torre centrale, e un’altra torre che chiude il corpo principale del Castello. Le torri sono unite alla parte centrale della fortezza e hanno lo scopo di impedire l’avvicinamento dei nemici e di controllare i due accessi al castello. Da qui si dominava anche il corso del fiume che, nella strettoia sotto la rupe, viene attraversato da un ponte da cui  si possono guardare le rovine. Il nome del fiume, Alcantara, deriva dall’arabo “Al  qantarah” che significa “ponte”. Molte sono le testimonianze riguardo le Saje, piccole condotte con cui gli Arabi costruirono qui un sistema di irrigazione.

Poi dirigetevi verso il belvedere da cui si può osservare la confluenza tra il fiume Zavianni che è il principale affluente dell’Alcantara, l’abitato di Francavilla e il Convento dei Frati Minori Cappuccini di Francavilla.

Il Convento, costruito nel 1547 grazie a una cospicua donazione da parte del visconte Antonio Balsamo insieme alle offerte del popolo e alla sua manodopera gratuita, fu ultimato nel 1570. Alla struttura iniziale si possono identificare due ampliamenti. Il primo fatto agli inizi del 1600 a causa dell’aumento dei Frati Cappuccini. Del secondo si ha una testimonianza che risale al 1647 quando il visconte Giacomo Ruffo indicò nel suo testamento la volontà che venisse costruita una grande sala adibita a biblioteca. Ed ecco che nel cuore della Sicilia  potete passeggiare in un sito che racchiude e fa coesistere natura e storia, come se una facesse parte dell’altra e se così non fosse, perderebbe di valore.

Maria Noce Forti

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