Back

Perchè l’Italia si oppone alla ” Direttiva copyright ” ?

Fosse vero che – come si sussurra negli ambienti ben informati  – che i consulenti legali del governo gialloverde sono anche gli avvocati di Facebook allora si spiegherebbe come mai l’esecutivo italiano si è schierato contro la “Direttiva copyright” in votazione al Parlamento europeo entro il mese di marzo.

Cos’è il copyrigiht

E’ il diritto d’autore. E’ la realizzazione di un prodotto o di un servizio innovativo, o la ideazione di un contenuto originale che spesso ha dei costi elevati che vanno riconosciuti all’inventore, all’autore o a chi ne detiene la proprietà e che però possono essere totalmente annullati in caso di violazione della proprietà intellettuale, di contraffazione, di imitazione o di plagio.

Cosa dice la “Direttiva copyright”

Intende rendere legalel’accesso alle opere protette da diritto d’autore, scoraggiare la diffusione illegale sulle piattaforme online e garantire una giusta remunerazione agli autori e agli editori.

Chi si oppone alla direttiva

Ovviamente i giganti digitali, come Google e Facebook per esempio. C’è un’iniziativa, una campagna, che dal sito Pledge, istiga cittadini europei a far pressione sugli euro parlamentari per convincerli a votare contro. Con un meccanismo tanto semplice quanto sinistro. Si hanno a disposizione tre messaggi precompilati : a) chiedere al parlamentare contrario di ribadire il no, b) esortare l’indeciso al pollice verso, c) minacciare il deputato a favore. Sintesi del messaggio: chi non voterà contro la Direttiva a fine marzo non prenderà il voto dei cittadini che hanno aderito alla campagna alle elezioni europee di fine maggio.

Un po’ di conti

Qui entra in gioco la stranezza della posizione italiana, paese da sempre considerato fornitore di cultura” per tutto il mondo. Diciannove associazioni di categoria hanno aderito ad un’iniziativa dell’Associazione Italiana Editori ed hanno firmato una lettera indirizzata agli europarlamentari. Un passo è particolarmente importante:” “L’Italia creativa  produce 48 miliardi di euro di fatturato, dà lavoro a un milione di persone e rappresenta un patrimonio di eccellenza per il nostro Paese e per l’Europa. (…) L’Italia vanta un passato creativo e culturale prestigioso, unico al mondo. Un patrimonio conservato e nutrito da autori, registi, interpreti, giornalisti, fotografi, editori, scrittori, musicisti, grafici, librai, artisti, bibliotecari, pittori, redattori, fonici, addetti alle luci, costumisti, e dalle centinaia di altre figure…”

 Pochi giorni fa la fondazione Symbola e Unioncamere hanno presentato insieme un rapporto su quello che è stato definito il ‘Sistema Produttivo Culturale e Creativo’ italiano.Il rapporto ha esaminato l’insieme delle imprese, delle pubbliche amministrazioni e delle onlus che in Italia lavorano nel campo culturale, ed il risultato è che nel solo 2017 (anno rappresentativo dello studio) sono stati generati più di 92 miliardi di euro. L’indotto, rappresentato da tutta la produzione attivata nei settori affini, arriva a una cifra complessiva di 255,5 miliardi, equivalenti al 16,6% del PIL nazionale.

Ma lo sappiamo, di questo tempi – ormai un po’ troppo lunghi in verità – l’Italia della sua cultura non sa che farci.

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito. I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito. Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy. Privacy policy

Questo progetto web utilizza la tecnologia 'cookies' per migliorare l'esperienza generale del Sito.I Cookies sono piccoli file testuali mantenuti sul proprio computer o dispositivo. Ci permettono di assicurarti la miglior esperienza di navigazione possibile e di capire come utilizzi il nostro sito.Questo messaggio di avviso ti viene proposto in base alle nuove normative sui diritti utenti nelle comunicazioni e servizi web, sui dati personali e la protezione della privacy.

Chiudi Popup