Tim verso fusione con Open Fiber

Tim verso fusione con Open Fiber

Luigi Gubitosi è il nuovo amministratore delegato del gruppo TIM. Dopo aver ricoperto ruoli di vertice in FIAT, WIND, Bank of America, RAI e ALITALIA, al top manager napoletano è affidato il timone dell’ex monopolio statale delle telecomunicazioni. Gubitosi dovrà condurre TIM verso la fusione con OPEN FIBER, “la società attraverso la quale il Gruppo Enel insieme a Cdp ha cominciato ad operare nel mercato della fibra ottica italiano”. Scopo dell’operazione è creare in Italia una rete unica per la banda ultralarga. Una “svolta epocale” la cui progettazione ha però scatenato uno scontro nel consiglio di amministrazione dell’ex monopolio.

Strategie contrapposte

Le parti in causa sono il fondo americano Elliot e il gruppo francese Vivendi, i due maggiori azionisti di TIM, rispettivamente con il 7,869 e il 23,94%. Tutto verte intorno allo scorporo della rete, ossia alla “separazione dell’infrastruttura di Telecom dalle altre attività dell’azienda (telefonia fissa, telefonia mobile e internet e media)”. Questo farebbe nascere “un’entità separata da TIM”. Sia Elliot che Vivendi si sono sempre detti d’accordo su questa scelta. Verrebbe così garantita la neutralità della rete, facilitando l’ingresso ai nuovi operatori alternativi nella telefonia fissa e internet. Ma questa nuova società deve essere indipendente o controllata al 100% da TIM? Questo è il punto di scontro. Il fondo Elliot è per la prima ipotesi. Per la seconda è invece l’azionista di maggioranza Vivendi. Con l’ascesa di Elliot nel consiglio di amministrazione ha preso velocità l’idea di unire le forze con Open Fiber per dare vita a un gestore unico della rete della banda ultralarga. Maggiore efficienza e risparmio sono i vantaggi che secondo gli esperti deriverebbero per i cittadini. Il ribaltone al vertice sembrerebbe aver accelerato la procedura.

Gubitosi al timone

 L’assemblea dei soci dello scorso 13 novembre ha votato un nuovo CdA che non rispecchia i rapporti di forza azionari. Elliot ha ottenuto 10 consiglieri mentre Vivendi ne ha ottenuti 5. Ieri, con i soli voti dei consiglieri di maggioranza (i 10 di Elliot) il nuovo CdA ha nominato Luigi Gubitosi Amministratore Delegato. Con il fondo Elliot brindano i piccoli azionisti, anche loro desiderosi di scalzare l’azionista di maggioranza Vivendi. Quest’ultimo non ci sta e annuncia di impugnare la nomina, denunciando “vizi di procedura”. Ma la fusione di TIM con OPEN FIBER è ora più vicina.

Favorevoli e contrari alla fusione

 Sulla fusione c’è comunità di intenti tra il governo gialloverde e i governi precedenti. Il Governo è infatti orientato a fare un emendamento pro-fusione. Al MISE, l’appoggio netto di Di Maio all’operazione si aggiunge a quello del suo predecessore Carlo Calenda. Proteste e scetticismo nelle ali estreme del mondo politico, soprattutto a sinistra. Sul piede di guerra i sindacati, CGIL in testa. Il CODACONS ha già presentato un esposto contro la fusione. La parola ora passa all’Antitrust.

Red

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