Un tuffo nel medioevo: borgo Fumone

Un tuffo nel medioevo: borgo Fumone

Un angolo di Ciociaria che racchiude un Castello, un Giardino pensile, memorie segrete, intrighi, addirittura un omicidio, leggende vecchie più  di un millennio.

Ci sono capitata quasi per caso. Maledetti navigatori. Con quelle vocette che dicono “ricalcolo il percorso” ero riuscita a perdermi. Ma, c’è sempre un ma nelle storie che cominciano  ingarbugliate.

Mi sono trovata davanti Borgo Fumone.

Sulla strada che collegava Roma a Napoli, la Via Latina, a 783 metri sopra il livello del mare è arroccato su un monte. Il nome deriva da una pratica militare risalente al Medioevo e forse anche precedente, dall’alta torre di avvistamento si accendeva un gran fuoco di legna umida in modo che facesse gran fumo. Era il segnale di un imminente pericolo in quanto, al tempo, erano frequenti le incursioni nemiche, fossero Saraceni, Longobardi o Normanni. Da qui il detto “Quando Fumone fuma, tutta la Campagna trema”. Duemila abitanti, case in pietra, stradine che si inerpicano in salita per arrivare al castello  Niente è più forte della curiosità femminile. Così ho cominciato a parlare con due anziane donne che sferruzzavano davanti alla porta di casa.

Allora, la leggenda dice che le origini del borgo risalirebbero a Tarquinio il Superbo che, nel V secolo, vi si sarebbe rifugiato dopo essere stato cacciato da Roma. Il borgo medievale sembra essere rimasto fermo nel tempo: case abbellite da bifore, giardini pensili e pergolati. Camminando per le strade che si incrociano e si snodano in salita, si arriva facilmente alla cima del monte, sede del Castello Longhi-De Paolis: a lungo una prigione pontificia, il maniero custodisce memorie, segreti e leggende, dalla morte del Papa Celestino V alla triste storia del Marchesino.

Il primo documento ufficiale che ne attesta l’esistenza risale però al 962 quando l’imperatore di Germania, Ottone I di Sassonia, lo donò alla Santa Sede e al suo Pontefice Giovanni XII.

Nel 1295 vi fu imprigionato Papa Celestino V, che aveva abdicato rinunciando così al pontificato, per ordine del successore Bonifacio VIII. Qui vi morì dopo dieci mesi di prigionia il 19 maggio 1296.

Nel corso del XVI secolo la Rocca perse il suo valore militare, tanto che Papa Sisto V lo affidò alla famiglia romana Longhi. Ed ecco qui la tragica storia del Marchesino (inizio ‘800) che a soli 5 anni venne ucciso dalle sorelle gelose perche non avrebbero mai avuto l’eredità. Si narra che il Castello sia infestato dai fantasmi di una sorella e dello stesso Marchesino, e che dai sotterranei provengano le urla e i pianti dei prigionieri.

Con il tempo i Longhi adibirono il Castello a residenza di campagna e crearono un giardino pensile che, a 800 metri sopra il livello del mare, è il più alto d’Europa. Conosciuto come “terrazza della Ciociaria.

Soddisfatta la curiosità per la storia e le vicende di questo piccolo borgo, tra Alatri e Ferentino, sono uscita dal paese per cercare un posto dove mangiare. Ma questa è tutta un’altra storia che vi racconterò un’altra volta.

Maria Noce Forti

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