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Il Venezuela accusa il “potere demoniaco” degli USA

La diplomazia USA abbandona il Venezuela. Maduro accusa gli Stati Uniti di aver sferrato “un attacco elettromagnetico imperialista”. Mentre il Paese è paralizzato da cinque giorni di black out. Cosa sta per accadere?

Un “attacco elettromagnetico imperialista”. Parola di Nicolas Maduro. Così il Presidente ha definito il black out che sta paralizzando il Venezuela. E accusa Trump di ordire un “complotto demoniaco” per rovesciare il governo e mettere le mani sul Paese. Per tutta risposta gli USA hanno ritirato tutti diplomatici ancora presenti in territorio venezuelano.

“Questa decisione riflette il deterioramento della situazione in Venezuela” ha twittato il Segretario di Stato americano Michael Pompeo. Ma è la seconda parte della sua dichiarazione che sembra suggerire una brusca accelerazione degli eventi: “la presenza di personale diplomatico americano presso l’ambasciata è diventata un limite alla politica degli Stati Uniti”.

Il black out è iniziato nel pomeriggio di giovedì scorso. Anche oggi uffici pubblici e scuole resteranno chiusi. Gravissimi i disagi per la popolazione. Ieri le agenzie hanno battuto una notizia shock: la mancanza di elettricità avrebbe provocato malfunzionamenti di apparecchiature ospedaliere che sarebbero costate la vita a 80 neonati. La vicenda è diventata un giallo. Carlos Alvarado, Ministro della Sanità del Venezuela, ha contestato la notizia bollandola come “assolutamente falsa”, aggiungendo che si tratta di “notizie tendenziose che cercano di creare angoscia nella popolazione”.

Dal governo venezuelano si fanno accorati appelli alla resistenza contro quello che ormai è raccontato alla popolazione come un atto di guerra straniero. “Ci sentiamo profondamente commossi e orgogliosi nel vedere il coraggio con il quale i nostri compatrioti stanno affrontando questa atroce aggressione contro il sistema elettrico nazionale” ha dichiarato il Ministro della Comunicazione, Jorge Rodriguez.

Intanto, Juan Guaido, l’anti Maduro che si è proclamato Presidente ad interim e che guida l’opposizione contro la dittatura, ha detto che nelle prossime ore chiederà lo stato di emergenza, per un black out che sarebbe già costato al Venezuela ben 400 milioni di dollari. Ai microfoni della CNN ha sostenuto che la situazione “è il prodotto dell’inefficienza, dell’incapacità, della corruzione di un regime che non si preoccupa delle vite dei venezuelani”. Ha inoltre fatto appello all’Unione Europa affiché vengano rafforzate le sanzioni contro Maduro.

Ma il dittatore venezuelano ha definito l’opposizione interna una banda di “burattini e pagliacci” mossi dal burattinaio di Washington, intenzionato, sempre secondo Maduro, a ripetere la strategia di invasione imperialista già messa in campo in Iraq, in Libia e in Afghanistan.

Red

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