Venezuela: l’Europa c’è, l’Italia no

Venezuela: l’Europa c’è, l’Italia no

Mentre in Venezuela imperversa il caos, con Guaidò che rifiuta il “falso dialogo” proposto da Maduro, si delineano con più nettezza le posizioni nella comunità internazionale, con l’unica eccezione dell’Italia, che resta in un triste, umiliante silenzio.

A favore del dittatore venezuelano si ergono Russia, Cina, Turchia e Iran. Mentre l’Europa, quasi con una sola voce, chiede elezioni libere entro una settimana, oppure sarà riconosciuta legittima l’autoproclamazione a Presidente del leader dell’opposizione Juan Guaidò.

“Quasi con una sola voce” dicevamo. È infatti l’Europa senza l’Italia a chiedere uno sviluppo democratico per il Venezuela. Il governo gialloverde è impantanato nel goffo barcamenarsi del Presidente del Consiglio tra l’appoggio grillino al dittatore Maduro e i timidi segnali di vita di Moavero, che dice di stare con Bruxelles. Il punto è questo: il governo Lega-M5S non può prendere una posizione palesemente contraria a quella del suo faro illuminante, Vladimir Putin. Il governo italiano resta dunque sugli attenti, nell’oramai consueta condizione di assoluta sudditanza verso il Cremlino, costringendo il nostro Paese in una sorta di sovranità auto-repressa e ancora una volta all’isolamento internazionale. Ecco cos’è il sovranismo di Lega e M5S: una versione arrogante e muscolare di servilismo anti-nazionale.

Questa indignitosa impotenza geopolitica dell’Italia gialloverde produce effetti anche in politica interna. Una presa di posizione contro Maduro sbugiarderebbe tutta la narrazione romantica a base di leggende metropolitane e fake news di quart’ordine su cui è stata costruita la figura del Che Guevara de’ noantri: il mitico Dibba. Il nostro eroe ha sempre dipinto il Venezuela come un paradiso da invidiare, sotto ogni aspetto: sociale, economico, lavorativo, monetario.

Ed è su questo punto che il cortocircuito nel governo riduce la politica estera italiana a un rissoso balbettio. Va infatti in scena lo scontro Di Battista-Salvini. Il leader leghista si è detto d’accordo con Francia, Germania e Spagna in quanto “Maduro sta piegando con la violenza e con la fame un popolo”. “Mi meraviglio di Salvini che fa il sovranista a parole ma poi avalla, come un Macron o un Saviano qualsiasi, una linea ridicola”, ribatte su facebook Di Battista.

Ma non è tutto. Le miserrime bugie di Di Battista sul Venezuela sono servite e servono tutt’ora a legare e foraggiare spiritualmente l’altra ala del tifo da stadio a favore di Maduro, la sua frangia più granitica: la sinistra massimalista italiana, alias vera sinistra, alias sinistra-sinistra. Non ancora del tutto riposati dall’aver salvato la democrazia dalle riforme, i  micropartitini di ultrasinistra, buona parte di LeU e parte del PD, non riescono a pronunciarsi contro gli eccidi, le violenze, i soprusi del dittatore Maduro. Anzi, molti dei “maduri e puri” di casa nostra hanno preso posizione a suo favore e contro le ingerenze dell’Occidente “imperialista”. Povera Italietta…

Dagli anni Cinquanta, è tutto.

Mauro Pasquini

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