Venezuela: Mattarella salva la faccia all’Italia

Venezuela: Mattarella salva la faccia all’Italia

Mattarella salva la faccia all’Italia, ricordando come non sia accettabile l’equidistanza tra dittatura e democrazia che il governo gialloverde sta esprimendo in questi giorni sulla vicenda Venezuela.

Brandendo l’alibi della non ingerenza, il M5S sceglie di non scegliere fra il dittatore Nicolas Maduro, al potere grazie alla violenza e a elezioni manipolate, e Juan Guaidò, leader dell’opposizione duramente repressa dagli squadroni del governo.

Scrive Marzio Breda sul Corriere “Ora il putiniano di casa nostra, Salvini, si è spostato su Trump e gli altri, Di Maio, sono di fatto con la Cina, l’Iran e la Russia. Se si fa poi un raffronto tra le dichiarazioni di politica estera espresse dai due vicepremier nei primi 8-9 mesi di governo, non si capisce nulla.”

Una posizione che fa dell’Italia un’anomalia nella UE e più in generale in Occidente, come denuncia la dichiarazione del Capo dello Stato. Infatti, quasi all’unanimità, l’Europa intendeva riconoscere Guaidò Presidente ad interim, fino a nuove elezioni. Unica eccezione l’Italia, che ha bloccato l’approvazione. Risultato: Italia sempre più isolata e sempre meno attendibile.

Ma se grazie a Matterella l’onore italiano non è del tutto perduto, è tuttavia gravissimo che la nostra politica estera debba essere “commissariata” dal Quirinale, a causa del balbettio del Ministro degli Esteri, Enzo Moavero, che oscilla fra l’appoggio alla linea UE e l’esigenza di non scontentare i due “padroni” del governo, Salvini e Di Maio, che su Maduro la pensano all’opposto.

Sul dossier Venezuela, che vede tra l’altro coinvolta una folta comunità di connazionali, il presidente ha pensato per giorni, e detto ieri: «Non ci può essere né incertezza né esitazione nella scelta tra la volontà popolare e la richiesta di autentica democrazia da un lato e dall’altro la violenza della forza».

Dunque, un governo diviso manda l’Italia allo sbaraglio nello scenario internazionale, mentre su tutti i media campeggiano i deliri del Dibba non più errante, anche lui intento a chiedere neutralità tra Maduro e Guaidò, di fatto riconoscendo pari dignità tanto alle pacifiche proteste di piazza quanto alle violenze, agli omicidi e agli arresti sommari compiuti da chi sta affamando il Venezuela e costringendo milioni di persone a fuggire.

Red

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